Correva l’anno 2006, mese di maggio, correva la Juventus verso il suo

ventinovesimo scudetto, lo scudetto dei record, delle 9 vittorie

consecutive dall’inizio del campionato, dei 91 punti, di una superiorità

schiacciante ammessa da tutti, avversari compresi. Correva però voce che

la Juve ruba, paga gli arbitri, mangia i bambini, stupra i fenicotteri.

Ma questa voce correva da tanto tempo, così tanto che si era stancata di

correre, voleva arrivare finalmente alla meta: dimostrare che la Juve vince

solo perché ruba e che le altre squadre, nonostante comprino i migliori

campioni in circolazione (falsifichino passaporti, bilanci e fideiussioni),

non possono vincere perché la Juve ruba.

Ma soprattutto bisognava FERMARE LA JUVE!

Sul campo era impossibile, bisognava trovare un’altro modo (uno qualsiasi, purché si arrivasse all’obiettivo: FERMARE LA JUVE).

 

A sorpresa, come un temporale improvviso, si abbatte sul calcio italiano e

sulla Juventus (che lo rappresenta in tutto il mondo, forse ancor più della

stessa Nazionale) un ciclone; vengono infatti pubblicate delle

intercettazioni telefoniche nelle quali Luciano Moggi parla con i

designatori e gli suggerisce le griglie arbitrali.

Ecco, lo sapevo, il mio amico al bar, tra una birra e l’altra me lo diceva

sempre: “La Juve compra gli arbitri, è per quello che vince! La Juve ruba!”

 

Inizia una campagna mediatica senza precedenti: giornali, tv e radio sparano a zero contro la Juve.

Titoloni a nove colonne sui giornali e interi programmi (radiofonici e televisivi) per “informare” tutti che la juve ruba!

Ancora non ci sono le prove ma tutti gridano allo scandalo, vogliono la Juve in B, in C, in WC, insomma, radiata dal calcio!

Ma il calcio senza la Juve cosa è? Lo ha dimostrato questa stagione (2006/2007): gli ascolti delle trasmissioni sportive sono crollati (si hanno punte accettabili solo quando si parla di Juve), le vendite dei giornali sportivi anche (soprattutto quelli “di colore”). La serie B ha incassato più soldi dai diritti tv, ha aumentato gli spettatori (sia allo stadio sia in tv).

 

Ergo: la Juve è il calcio, tutto il resto è FUFFA!

 

Viene nominato Commissario straordinario della FIGC un ex dirigente dell’Inter e uomo di fiducia di Tronchetti Provera (azionista e tifoso dell’Inter). Risultato? Scudetto assegnato a tavolino ai nerazzurri (mai successo prima).

Guido Rossi, per prima cosa, si preoccupa di “cassare” un grado di giudizio e di stabilire tempi brevissimi per il processo. Tempi talmente brevi da non dare la possibilità, alle squadre coinvolte nello scandalo, di studiare una adeguata tattica difensiva.

 

Ma quale tattica? A cosa serve? Tanto non verrà accettata NESSUNA PROVA A DISCARICO, non si ascolteranno testimoni a favore: tutti zitti e mosca (minuscolo, non quello con la sciarpa di Sbirulino).

Sentenze alla mano, inizia il processo.

Non è un errore, volevo proprio dire così: con le sentenze già decise (pronte per essere pubblicate ancora prima di essere emesse) inizia il processo.

Siccome:

 “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è

stato falsato, l’unico dubbio riguarda la partita Lecce-Parma”. (Giudice Sandulli, presidente della Corte Federale).

Allora:

“Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo,

abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla

lunghezza d’onda”. (Giudice Mario Serio, Corte Federale).

Abbiamo convocato:

Ciro il pizzaiolo, Giovanni il carpentiere e Maddalena la casalinga e abbiamo chiesto loro, dopo avergli fatto leggere attentamente la Gazzetta dello Sport, cosa avremmo dovuto fare.

 

Quindi cosa facciamo? Mandiamo la Juve in B!

 

 

 

 

Tratto da Mandiamo la Juve in B! Calciopoli o Farsopoli?"